Alludo ad una signora, si fa per dire, tanto tanto carina ed altrettanto corretta. Giusto per caso le piombo in negozio per avere conferma circa l’orario in cui partiranno i suoi operai. Nel senso che la signora li aveva inviati a soggiornare presso di me. Le stanno rifacendo il negozio, e lei, per favorirmi, me li ha mandati raccomandandomi di far loro pagare il meno possibile. Ho eseguito, anche grata. Solo che, come si è soliti dire, le bugie hanno le gambe cortissime. Sì, perché quando piombo in negozio, in mezzo al bailamme di pannelli e scaffalature vedo lei, ma non solo. La vedo insieme ad una certa persona…in un attimo tutti i tasselli lasciati in sospeso da anni si ricompongono ed intuisco tutta la storia. Io, l’ingenua, la signora…non ci sono parole!! Rimane il danno, irreparabile: la tipa, la signora tanto tanto carina, che credevo amica, persino in quella circostanza così imbarazzante mi vuole insegnare come comportarmi con il suo ‘amico’. Ma come ha potuto, come può giustificare l’amico, su tutto… “lui non c’entra”; nemmeno nel non volere o sapere indirizzare chi dovrebbe prendere ‘esempio’ da lui. Ma quale esempio!? Lui… lui chi è!? …oh… povero!!! E poveretta la tipa…ma che tipa!!

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