Una notte, nel sonno, la Donna vede Se Stessa in azione. Un sogno davvero stranissimo, che al risveglio svanisce. Era circa l’una di notte, la Donna vede Se Stessa alzarsi dal letto, coprirsi velocemente e scendere fino alla macchina. Direi che, per rendere bene l’idea, nella vicenda esistono due personaggi, la Donna e Se Stessa. Dunque, Se Stessa si mette alla guida ed in breve tempo raggiunge un paese limitrofo a quello in cui la Donna abita. Se Stessa lascia la macchina in un vasto piazzale deserto, si reca decisa in una stradina accanto alla via principale e davanti ad un portone si ferma. Allora la Donna contempla Se stessa, ne osserva il vestiario. Una Tuta, molto morbida, abbondante, ricca di tasche lungo i calzoni, scura, munita di cappuccio e visiera, così grandi da mascherare il volto quasi al completo. Se Stessa legge i nomi al portone, si china appena ed apre una tasca. Incredula, la Donna la vede estrarre degli strumenti, montarli, poi con il marchingegno ottenuto affrontare la serratura ed aprirla senza produrre alcun danno. Se Stessa sale lungo le scale, fino a raggiungere il pianerottolo con il cognome desiderato. Se stessa modifica il marchingegno e riesce ad aprire anche la serratura della porta che si trova di fronte. A questo punto abbassa cappuccio e visiera ed accende una minuscola luce posizionata all’altezza della sua fronte, simile a quelle che usano gli speleologi. Entra all’interno dell’appartamento e la Donna la segue. Vede Se Stessa scrutare sui muri, intercettare l’allarme e disattivarlo prima che inizi a suonare. Essendo di spalle la Donna non riesce a osservare lo strumento adoperato. Se Stessa prima di entrare aveva riposto nella sua tasca il marchingegno per le serrature ed aveva armeggiato nella tasca di sopra…ora ripone al suo posto il secondo strumento. Poi Se Stessa si aggira nell’appartamento. Apre una paio di porte, le richiude. Alla terza, dopo un momento di esitazione, lo stesso. Alla quarta si ferma, poi entra all’interno di quella che si rivela una seconda stanza da letto. La Donna, sempre alle spalle, vede Se Stessa che illumina un corpo sdraiato sul letto, col tronco sollevato da due cuscini, il capo leggermente riverso di lato. La Donna ode Se Stessa pronunciare un sommesso ‘Perfetto!’…, poi la vede aprire una tasca della Tuta sull’altra gamba, la sinistra. Se Stessa si è posta di fianco rispetto al corpo, quindi la Donna può vedere tutto quel che succede. Se stessa sta aprendo un bicchiere, tipo quelli che una volta si usavano nelle merende, a fasce concentriche, quella bassa più piccola, e l’ultima molto più larga; in questo caso il bicchiere è grandissimo, enorme, e nell’ultima fascia è munito di un largo beccuccio simile a quello di uno spremiagrumi. Se Stessa ne verifica la perfetta tenuta, con la mano libera estrae dalla tasca di sopra un coltello a serramanico, lo apre a scatto, e fulminea recide la giugulare del corpo dopo aver posizionato il beccuccio ben aderente alla profonda ferita. Data la posizione del corpo il sangue esce senza fiottare, ed arriva a riempire il bicchiere fino alla penultima fascia. Nemmeno una goccia schizzata, Se Stessa depone a terra il bicchiere e lega stretta la gola del corpo usando la giacca del pigiama lasciata sul posto del secondo cuscino. Poi si reca a vuotare il bicchiere nel bagno vicino, fa scorrere acqua e strofina con lo scovolino le pareti della tazza che rimane bianca e sgrassata, richiude il bicchiere e lo ripone in quella sotto alla tasca da cui Se Stessa aveva estratto il coltello, già riposto. Dalla stanza contigua proviene un leggero rumore, come se un corpo si stesse rigirando faticosamente nel letto. Se Stessa decide di accelerare sul tempo, quasi corre alla porta di ingresso, la chiude, rialza cappuccio e visiera, ridiscende le scale, apre e richiude il portone, sempre con le mani accuratamente inguantate. Poi si dirige verso la macchina. Il luogo è sempre deserto. Prima di salire sulla vettura Se Stessa rapidamente sfila i guanti, sfila la Tuta, sotto è vestita con un pigiama di ciniglia scuro come la Tuta; poi, prende fra le mani la Tuta, anche i guanti, li guarda e li stringe. Sono cedevoli, gli oggetti all’interno delle tasche ai calzoni sembrano tutti svaniti, la Tuta si accartoccia, diventa sempre più piccola, alla fine ridotta ad un mucchietto di cenere che Se Stessa soffia via dai suoi palmi …salita in macchina, la Donna vede Se Stessa molto pallida, ma serena. E la ode dire sommessa ‘ Peccato!’ . La Donna e Se Stessa rientrano nella propria abitazione, si risistemano e si rimettono a letto, ridiventando tutt’una. Poi si riaddormentano. La sera dopo, la Donna, ancora assonnata, comprando il giornale ne scorre un titolo “ …persona nota stimata da tutti trovata sgozzata nel letto…nessun indizio, né motivazione…”. La Donna rilegge, qualcosa le dice che lei già sapeva, ma come? La Donna scrolla la testa e si avvia per sbrigare gli impegni, solo un po’ stanca: le sembra di non avere dormito, non abbastanza.

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